Quando si parla di velluto, si possono immaginare abiti rigidi, "vecchiume", tende "d'epoca", tendaggi teatrali ma anche pantaloni e pantaloncini indossati dagli scout all'inizio del secolo scorso... ma sbagliatevi... oggi il velluto è di tendenza!
Da diversi anni ormai, il velluto è tornato alla ribalta nel mondo della moda. Per la sua morbidezza, la sua texture, ma anche per i nuovi motivi stampati che si possono scoprire; il velluto porta originalità ai nostri capi di abbigliamento ma anche agli accessori!
Inoltre, quando le temperature scendono, il velluto è una scelta eccellente per realizzare i propri capi cuciti a mano. È morbido, bello, confortevole e disponibile in un gran numero di colori... Insomma, è una scelta tessile eccellente quando si vive nella nostra cara Belgio!
Adoro usarlo soprattutto per i miei vestiti, tute/salopette e gonne invernali indossate con calze e stivali. Trova anche un posto d'onore nella confezione di giacche, pantaloni, salopette e pantaloncini sia per bambini che per adulti.
Allora parliamone di questo splendido materiale!
Il mio vestito Cléo di Fibremood in velluto millerighe rosso del negozio
La mia gonna Caroline di Atelier des premières in velluto millerighe fucsia
Tendenza oggi ma anche ieri... parliamo un po' della storia del velluto!
La denominazione "velluto" ci viene dal latino vilosus (peloso) per via dei peli che il velluto possiede fin dalla sua creazione. Il velluto ha la particolarità di avere infatti un lato coperto di peli e un lato rasato.
L'origine del velluto è l'India, nella regione del Kashmir verso il Medioevo. A quell'epoca si chiamava « piuma di Cigno ». Seguendo la via della seta, il velluto arriva in Italia passando prima per la Persia, che allora era un enorme polo commerciale e di scambio. Sono i mercanti italiani a diffonderlo in Europa intorno al XIV secolo e a sviluppare centri di tessitura del velluto: Genova, Venezia, Milano e Firenze. A quell'epoca si tesseva la seta, rendendo il velluto estremamente costoso per la qualità delle sue fibre ma anche per il tempo di tessitura necessario. A quel tempo, il velluto era quindi riservato ai più ricchi! Nel XVI secolo, anche la Francia iniziò a tessere il velluto, soprattutto a Tours e soprattutto a Lione.
Bisognerà aspettare il XIX secolo con l’invenzione nel 1801 da parte del lionese Joseph Marie Jacquard del telaio Jacquard, che permette nuove combinazioni di tessitura e rivoluziona l’industria tessile, affinché il velluto si diffonda.
Copia di abito in velluto del XVI secolo
Telaio jacquard derivato dall’industria e dal savoir-faire lionese
Cos’è il velluto oggi?
Oggi, sotto il termine velluto, raggruppiamo un insieme di tessuti vari che hanno in comune il fatto di essere stati tessuti con un’armatura complessa detta "velluto". Questa armatura ha la caratteristica di unire, oltre ai fili di ordito e trama classici, uno o più fili aggiuntivi chiamati "fili pelo". Questi fili si incastrano nella trama e formano delle boucle in superficie (da un solo lato). Queste boucle possono non essere tagliate (come nel tessuto spugna) o tagliate (come nel caso del velluto rasato). Proprio per la presenza di un solo lato con bouclé, avrete capito che le due facce del velluto sono molto diverse e influenzeranno il modo di lavorarlo. Il lato rovescio avrà una superficie spesso opaca e liscia, mentre il lato diritto avrà una superficie formata da piccoli peli corti, eretti e fitti in un verso. E sì, come per un gatto, le fibre del velluto hanno un verso e devono essere accarezzate nel senso del pelo...
Se un tempo si usava solo la seta per creare il velluto, oggi l’industria propone velluti di cotone, seta, lana, ma anche poliestere a prezzi molto variabili. Prestate quindi attenzione alla composizione del velluto che acquistate. Nel nostro negozio e in conformità con la nostra volontà di lavorare il più possibile con materiali naturali, abbiamo scelto velluti millerighe 100% cotone e velluti a coste al 97% cotone e 3% elastan.
Velluto floreale giapponese della marca Kokka del negozio
Velluto a tartan giapponese della marca Kokka del negozio
Abito Ditte di Maison Victor in velluto a coste larghe ocra
Quali modelli cucire con velluto millerighe o a coste larghe?
Vi consiglio di optare per modelli strutturati e che richiedano sostegno. Infatti, il velluto è un tessuto di peso medio e non è fluido.
Si adatta bene a:
- abiti: l'abito Cléo di Fibremood, l'abito ditte di Maison Victor, l'abito Rita di Atelier Bernie, l'abito Alabama da Coralie Bijasson, ...
- gonne: la gonna Caroline, Julie o Nolwenn da atelier des premières, la gonna Sandrine da Coralie Bijasson, la gonna Roméo da Iam patterns
- pantaloni: il nout o il sunshine da Iam patterns, il pénélope o philippine da Coralie Bijasson, il bad boy da les beaux gosses
- giacche: la Nadine da Coralie Bijasson, la giacca le citadin da les Beaux gosses, la giacca Herwin e Adeline da atelier des premières, Hathor da Iam patterns
- salopette come Colibri da Iam patterns
- ma anche accessori come borse a tracolla, marsupi, tote bag...
Gonna Nolwenn da Atelier des premières
Pantaloni Philippine da Coralie Bijasson
Marsupio in velluto e tessuti giapponesi realizzati durante i nostri laboratori
Spero che questo articolo sul velluto vi sia piaciuto e magari vi abbia anche ispirato a provarlo...
Allora, si parte... Pronti con gli aghi!

